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CAMBIO A 3 MARCE |
Diciamo subito che una Guzzi si sente e si riconosce dalla "grattata"
oltre che dalla
ritmica sonorità dello scarico. La Moto Guzzi esordisce sulla Normale con un cambio a 3 marce a "train
baladeur" ossia con gli ingranaggi che si spostano sull'asse
primario e con l'asse secondario costituito da una tripla di
ingranaggi fissa.
Il comando avviene attraverso una leva a mano, che agisce su di una
forchetta, lo spostamento assiale conseguente della coppia di ingranaggi attraverso
innesti frontali permette l'inserimento delle marce. La prima marcia
si innesta tirando la leva verso l'alto e le altre verso il basso passando
attraverso la folle, inserire la prima marcia richiede delicatezza
così come quando si scalano le marce onde evitare rumorosità.
Si capisce da questo schema semplice che l'innesto è problematico e
la rumorosità o grattata di cui sopra è la normalità. Tutti i
modelli a 3 marce successivi non subiscono grosse modifiche nel
tempo. La
scatola del cambio è in blocco con il carter motore contrariamente
alla moda di allora
soprattutto negli anni '20 questo è sicuramente una innovazione tra
le tante della tecnica Guzzi. La Normale e poi la
Sport (13) sino al motore n° 5400-5600 aveva la lubrificazione del
cambio separata dal manovellismo, parliamo degli anni 1926-1927. Si usava anche lubrificare con il
grasso, interessante notare che non vi era foro di scarico dell'olio
cambio. Nella figura sotto è riportato un disegno del cambio 3 marce
in uso dalla Normale alla Sport 15 fino al 1939.

Schema del cambio della Normale si nota la tripla nel
secondario e la
doppia come
ingranaggi mobili "train baladeur" e la terza è la presa diretta
Le prime versioni avevano la presa diretta a contatto diretto
con l'albero primario poi successivamente venne montata la
bronzina ma questo solo nella Sport attorno al 1927. La prima
moto da corsa la C2V a valvole in testa e con telaio già modificato
rispetto alla Normale aveva dei rapporti diversi 25 denti la presa
diretta e 19 denti sulla tripla, contro i 27/17 della Normale,
questo gli consentiva alla C2V una velocità maggiore. Ma
sostanzialmente a parte qualche piccolo dettaglio fino al 1939 (le
ultime Sport 15) il cambio rimane sempre lo stesso anche come
rapportatura. Le moto militari come la GT 17 hanno una rapportatura
tutta diversa nello specifico più corta.

Esploso del cambio della Normale: la forchetta azionata da una leva
a mano, la linearità dei
particolari è esemplare a vantaggio di un disegno razionale e
robusto.

Particolare della presa diretta con bronzina adottata dalla Sport
databile
attorno al 1927.

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TRASMISSIONE PRIMARIA A 3 MARCE |
Costituita da una coppia di ingranaggi a denti elicoidali rapporto
80/38 e dotata di un corpo frizione e dei dischi di acciaio ottone e
ferodo. La lubrificazione avviene con i vapori di olio che per
sbattimento dalla cartella del cambio quindi quasi a secco. La
figura mostra la bella meccanica della trasmissione e della
frizione, il funzionamento è
efficace e con qualche problema sull'incollaggio dei dischi o della
affogamento della stessa quando non lascia aperto il rubinetto
dell'olio per molto tempo..

Trasmissione primaria a denti elicoidali con frizione montata
L'innesto e disinnesto della frizione avviene attraverso un'asta che
attraversa il primario arriva fino al piatto frizione che compatta
i dischi spingendoli a pacco con una molla situata sul lato avviamento. Il funzionamento della frizione è buono
e generalmente non da segni di affaticamento.

Esploso della frizione mette in evidenza come è fatta costituita
da anelli di
acciaio
ottone e sughero

Il fascino di un esploso di un catalogo d'epoca della frizione in
questione
ha una bellezza e una efficacia difficilmente ripetibile

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CAMBIO A 4 MARCE
SERIE |
Ma a
metà del 1933 era già pronta la 4 marce con motore a valvole in
testa (tipo V) ma anche valvole contrapposte (tipo S). Lo schema sostanzialmente fu lo stesso tipo train baladeur e
con il comando a pedale ma dotato di forchette e tamburo scanalato
per il cambio marce e con selettore esterno comandato dal pedale
anche se alcuni modelli avevano anche il comando a
leva.

Cambio di un 4 marce tipo train baladeur con la qudrupla fissa e
sul primario
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CAMBIO A 4 MARCE CORSA |
Quando nel 1939 il Condor appare nella scena delle corse il
cambio fu ridisegnato ed era a ingranaggi scorrevoli ossia sia sul primario che sul secondario vi è uno
scorrevole, inoltre la disposizione degli alberi è orizzontale; il
cambio risulta scorrevole, efficiente e con l'innesto è più rapido. Tutti gli organi
sono molto compatti come il tamburo scanalato
le forchette molto ridotte rispetto a quelle del 4 marce dei motori
V stradali. Nell'esploso di cui sotto vi è il cambio completo del
Condor adottattato poi anche dal Dondolino e Gambalunga. Finita la
parabola delle corse il motore carter e cambio diventano componenti
importanti del Falcone probabilmente il modello più amato dagli
appassionati.

Schema
del cambio Condor ma poi finito nel Falcone, si noti il selettore
che è quasi del tutto uguale a quello del V
I
rapporti del cambio dei motori Condor Dondolino aveva delle varianti
per adattarsi ai diversi percorsi dei circuiti.
Nell'utilizzo del cambio sul Falcone la rapportatura risulta molto
lunga nella 1a marcia con difficoltà in partenza in salita.

Tamburo scanalato del comando cambio del Condor Dondolino
Gambalunga
e infine Falcone, è un componente intrisecamente complicato e molto
difficile
da realizzare che INGEGNERIA D'EPOCA si è cimentato in questo arduo
compito
con esiti assolutamente positivi

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TRASMISSIONE PRIMARIA 4 MARCE |
La
coppia di ingranaggi della trasmissione primaria dei primi motori a V è
formata da ingranaggi a denti diritti con
interposta tra corpo frizione e corona una bronzina. La scelta di
una soluzione a denti diritti è perlomeno innovativa in una moto
stradale, successivamente la dentatura diventa elicoidale
per tutti i modelli stradali.
Le
macchina da corsa come il Condor e i derivati sono a parte il
materiale della stessa tipologia a denti diritti ma con una variante
al posto della bronzina vi sono dei rulli cilindrici su cui la
corona gira sul corpo frizione. La figura di sotto mostra questa
tipologia di coppia dentata. Il rapporto della coppia a denti
diritti è 39/70 mentre quella a denti elicoidali è 78/44.
L'utilizzo dei rulli al posto della bronzina lo ritroviamo anche nel
Superalce e nel motocarro Ercole.
Ricordiamo che l'ingranaggio a denti diritti ha un rendimento
meccanico superiore ossia vi è una dispersione
di potenza inferiore attorno al 1-2%, questo grazie alla assenza
della spinta laterale; lo svantaggio è perlomeno il "fischio" tipico
di questa dentatura.

Trasmissione a denti diritti adottata per primo sui primi
modelli
tipo V negli anni 1933-1934 identica poi a
quella del Condor
che però ha al posto della bronzina che ruota sul
corpo frizione dei rulli

Trasmissione primaria a denti diritti con rulli di un Condor
Dondolino
il numero
di denti è diverso dalla trasmissione a denti elicoidali.
Questo
scorcio sulla trasmissione dei cambi Guzzi vuole solo essere un
assaggio della tecnica di questa marca inerente la trasmissione
della potenza dall'albero motore alla ruota. Tantissimi sono i
dettagli e le differenze dei moltissimi modelli e l'analisi completa
fatta da INGEGNERIA DEPOCA durata, ma non finita, ormai oltre
due anni con la catalogazione di tutti i particolari con disegni
esplosi, codici, calcoli, diagrammi a ventaglio giri/velocità e
altro verrà
pubblicata in un volume apposito in futuro.
I
risultati l'analisi e le conclusioni, sono state pubblicate nel
nostro "MANUALE
DI INGEGNERIA D'EPOCA" VOLUME 2.
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